Medea
da Euripide
Regia di Emanuele Montagna
1998 - Marzabotto, Necropoli Etrusca

Ancora un’eroina euripidea: una Medea collocata in un indefinito futuro remoto, a significare l’immutabilità della condizione della donna: sfruttata, vilipesa, emarginata, Medea è hic et nunc, qui e sempre, con il suo umanissimo odio, con le sue dilanianti contraddizioni. Come in Giordano Bruno, le note senza tempo di René Aubry restituiscono universalità ad un’opera intrisa di sangue e di dolore.